Finite le vacanze è tempo di tornare alla routine, ma non senza una buona scorta di libri freschi di stampa! Le nostre biblioteche si sono arricchite delle ultime novità editoriali di settembre: romanzi che accompagnano dolcemente il cambio di stagione, saggi che stimolano la mente e storie che rendono più leggero il rientro in città.
Settembre è il mese perfetto per ricominciare con una buona lettura, vi aspettiamo!
FIGLIE SELVAGGE di Cinzia Giorgio, Rizzoli, 2025 – 352 pagine
In un romanzo che avvince e affascina, Cinzia Giorgio scava nella leggenda delle streghe di Benevento, restituendo alle janare del Sannio la voce che è stata loro negata dalla storia: quella di donne sapienti, e per questo perseguitate, che hanno celebrato la vita.

Benevento, 1630. Corre, Bianca, attraversa il bosco col fiato in gola per tornare a casa. Conosce a menadito il sentiero, eppure avverte una presenza tra gli alberi: qualcuno la sta seguendo, ne fiuta nell’aria il sentore sgradevole. Non deve cedere alla paura, si dice, anche se proprio lì vicino sono state aggredite delle ragazze, e del vero colpevole non c’è traccia. Anzi, in città serpeggia la convinzione che siano state le janare, donne che – come lei, sua madre e sua sorella Maria – vivono ai margini di Benevento, conoscono i segreti delle piante e li usano per curare i malati. Per il protomedico della città, Pietro Piperno, le janare sono creature del diavolo: streghe, insomma, contro cui invoca l’intervento della Chiesa. La sua ossessione per loro si nutre del desiderio, non corrisposto, che prova per Maria. Così, quando lei sparisce, Bianca si troverà da sola a cercare la verità sul mistero della sua scomparsa. Anche lei è in pericolo ma è determinata a inseguire un destino di libertà e d’amore con un’unica e potente arma a disposizione: la sorellanza.
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LA DONNA SENZA MEMORIA. LE INDAGINI DI MADAME LE COMMISSAIRE di Pierre Martin, Neri Pozza, 2025 – 352 pagine
Con il suo settimo caso da risolvere, torna in libreria una delle detective più amate della narrativa contemporanea, che, tra il sole della costiera provenzale e le oscurità della natura, ci porta con sé in una nuova, appassionante avventura.

L’amato sindaco Thierry non c’è più. La sua tragica scomparsa ha lasciato un vuoto enorme nella comunità di Fragolin, che solo con grande fatica e impegno sta lentamente tornando alla normalità. O almeno così sembra. Chissà se il tempo rimargina davvero tutte le ferite, si chiede Isabelle Bonnet, per tutti Madame le commissaire, che di ferite se ne intende e sa bene che al loro posto rimangono sempre e soltanto cicatrici. E proprio quando Isabelle comincia a ricostruire una sembianza di quotidianità – le corsette mattutine tra i campi di lavanda, le nuotate nel mare blu, i café au lait con l’amica Clodine – ecco che la routine appena riconquistata va di nuovo in frantumi. Il suo fedele assistente Apollinaire si è scontrato, letteralmente, con un nuovo caso, rischiando di investire con la sua auto una donna che gli ha tagliato la strada sbucando all’improvviso dal bosco. È in stato di shock, non riesce a parlare, non ricorda cosa le è accaduto e nemmeno il suo nome. Ha la testa fasciata per nascondere un taglio che però sembra medicato da un professionista. Isabelle non riesce a trovare indizi per risalire all’identità della donna e quando le domande che si accavallano diventano troppe, si decide a lanciare un appello sui social. Peccato che in quel momento la donna senza memoria svanisce nel nulla. Con il suo settimo caso da risolvere, torna in libreria una delle detective più amate della narrativa contemporanea, che, tra il sole della costiera provenzale e le oscurità della natura, ci porta con sé in una nuova, appassionante avventura.
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ZUCCHERO SULLE OSSA. UN’INDAGINE DI HAP & LEONARD di Joe R. Lansdale, Einaudi, 2025 – 368 pagine
«La parola uccidere non mi scivola di addosso. Me la porto dietro come un macigno sulle spalle. Cerco di farlo cadere, ma ogni volta mi finisce di nuovo sulle spalle. Anche quando qualcuno merita di essere ucciso è una cosa dannatamente definitiva. Le cose possono essere buone. A volte ha senso, se hai a che fare con il genere di persone con cui abbiamo a che fare noi. Ma a differenza di Brett e Leonard, non posso semplicemente nasconderla in un ripostiglio della mente e chiudere la porta. È omicidio. È illegale. È giustizia fai da te. E non mi piaceva, non volevo farlo. Ma sapevo che l’avrei fatto.»

Passano gli anni, ma Hap & Leonard sono sempre pronti all’azione, sempre pronti a ficcarsi nei guai. Hap è ormai un uomo sposato. Brett è la compagna migliore che potesse sognare, anche se non ha certo un carattere facile. E pure Leonard sembra aver messo la testa a posto. Questo non significa che non si immischino piú negli affari altrui. Del resto, è l’unica cosa che sanno fare bene. Quando Minnie Polson si rivolge a loro per avere aiuto, Brett, non sempre diplomatica, fa saltare il lavoro. Poco male, ci saranno altri casi. La sera stessa, però, un incendio doloso riduce la povera Minnie in un mucchio di cenere. Spinti dal senso di colpa, Hap, Leonard e Brett decidono di scoprire cosa è davvero successo. Tutto sembra puntare sui soliti sospetti. Ma con il proseguire dell’indagine un piano molto più vasto e molto più sinistro inizia a delinearsi.
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EFFETTO JANE AUSTEN di Federica Brunini, Feltrinelli, 2025 – 176 pagine
Cosa può dire Jane Austen oggi alla Gen Z, a duecentocinquant’anni dalla sua nascita? Una giornalista in crisi, che ritiene la Austen obsoleta. Una booktoker diciottenne che ha fatto della scrittrice britannica la sua eroina.
Un viaggio in Inghilterra, da Chawton a Bath, tra contrattempi e sorprese.
Una commedia frizzante e intelligente, che mette a confronto due generazioni e due visioni opposte del romanticismo e dell’emancipazione.

L’incarico della rivista è chiaro: andare nei luoghi di Jane Austen e capire perché, a duecentocinquant’anni dalla nascita, l’autrice di “Orgoglio e pregiudizio” è ancora così letta e amata, soprattutto dai più giovani. Di articoli e reportage Amelia Maini Moss − per i colleghi semplicemente la Mossa − ne ha fatti a centinaia, da ogni angolo del mondo. Cresciuta tra l’Inghilterra della nonna, da cui ha ereditato il nome, e l’Italia, è diventata una fotogiornalista di grido, prima di dedicarsi alla famiglia e mettere da parte penna e macchina fotografica. Sarà ancora in grado di realizzare un lavoro ben fatto? Nonostante le remore, Amelia decide di accettare. E senza saperlo inizia un viaggio che si rivelerà sorprendente. Quando arriva nello Hampshire, tra cottage suggestivi e villaggi idilliaci, la sua strada incrocia forzatamente quella di George ed Emma Dubois, padre e figlia, venuti apposta dal Canada per celebrare un’importante ricorrenza. Emma, diciottenne appassionata della Austen e ideatrice di un seguitissimo canale social, considera la scrittrice inglese la sua eroina; Amelia, invece, la vede come un’icona anacronistica e sopravvalutata. Tuttavia, immersa nei paesaggi che ispirarono i romanzi, dalla casa di Chawton ai palazzi di Bath, si trova a rileggere non solo Jane Austen, ma anche la propria vita e la propria visione della femminilità, del sentimento, del matrimonio e della maternità. Fino a scoprire, man mano che le tensioni cedono il passo a confidenze e a momenti di imprevista complicità, che anche nelle differenze si possono trovare risposte inaspettate. E che “non c’è incanto più grande della tenerezza del cuore”.
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LE AMICHE DELL’ATELIER FRANCESE di Ruth Kvarnström Jones, Nord, 2025 – 496 pagine
Dopo Le formidabili donne del Grand Hôtel, Ruth Kvarnström-Jones ci fa scoprire un altro luogo iconico di Stoccolma, lo sfondo perfetto per raccontare le vicende di un gruppo di donne che combatte le difficoltà della vita e i pregiudizi della società anche grazie a un fortissimo senso di complicità e sostegno reciproco.

Stoccolma, 1912. È l’inizio di un nuovo decennio e, sebbene ombre minacciose si allunghino sul futuro dell’Europa, nelle città il progresso non si ferma. Sempre più popolari sono i grandi magazzini, edifici immensi dov’è possibile soddisfare ogni desiderio. In Svezia ancora non esiste un luogo del genere, ma Josef Sachs lo sta progettando: il Nordiska Kompaniet sarà il negozio più grandioso di Stoccolma. Quando i lavori vengono completati, diventa subito chiaro che la chiave del successo è uno staff professionale ed efficiente, come sa bene Märta Eriksson che, forte dell’esperienza al Grand Hôtel, recluta un gruppo di donne volenterose e affiatate per gestire al meglio il proprio reparto. Ma con lo scoppio della guerra è lei ad aver bisogno di supporto: benché la Svezia sia neutrale, il suo fidanzato viene richiamato al fronte perché di origine tedesca. Con il passare dei mesi le sue lettere si fanno sempre più rade e, quando le comunicazioni s’interrompono del tutto, la giovane non può che pensare al peggio… Eppure al Nordiska Kompaniet il lavoro non si ferma per nessuno, in particolare all’atelier francese, il fiore all’occhiello dei grandi magazzini. È qui che, tra vestiti all’ultima moda e clienti impossibili da accontentare, s’intrecciano le storie di sarte e modelle, commesse e caporeparto: ognuna coltiva un sogno da realizzare, ognuna deve affrontare ostacoli all’apparenza insormontabili, eppure tra slanci di generosità e voglia di costruirsi un futuro d’indipendenza, tra loro si creerà un legame d’amicizia indissolubile.
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LA VITA IMMAGINATA di Andrew Porter, Feltrinelli, 2025 – 272 pagine
Ricco di atmosfera e dotato di una bussola emotiva straordinariamente sicura, La vita immaginata è un romanzo indagatore e nostalgico sull’impossibilità di comprendere i propri genitori, sui primi amori e fallimenti, sull’innocenza perduta, sui legami indistruttibili tra un padre e un figlio.

Steven Mills è arrivato a un bivio. Sua moglie e suo figlio se ne sono andati, forse per sempre. Ma nella vita di Steven c’è stato un altro abbandono, anni prima, quando il padre – brillante e carismatico professore universitario – scompare dopo uno scandalo mai chiarito completamente. Steven allora si mette sulle sue tracce, forse come unico appiglio a una realtà che gli sta sfuggendo di mano. Mentre guida lungo la costa della California, alla ricerca degli amici, dei familiari e degli ex colleghi del padre, l’infanzia e l’adolescenza di Steven prendono forma: le leggendarie feste in piscina dei genitori, i film in bianco e nero sul proiettore del cortile, i segreti condivisi con l’amico più caro. Ogni conversazione nel presente rivela un altro strato del passato di suo padre, un’altra intuizione sulla sua assenza. Eppure, a ogni rivelazione, quell’uomo che per un attimo sembra apparirgli finalmente davanti agli occhi, l’attimo successivo scompare di nuovo, costringendo il figlio ad affrontare la verità sulla propria vita.
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IL TRADIMENTO DI THOMAS TRUE di A.J. West, Neri Pozza, 2025 – 416 pagine
Fra travestimenti, messaggi in codice, gang di orfani, esplosioni, lingue mozzate e testimoni sbranati da leoni, Gabriel scoprirà che il modo migliore per nascondere qualcosa è proprio sotto gli occhi di chi guarda. E che l’altra faccia della verità si chiama tradimento.

1710: la Londra georgiana sopravvissuta al Grande Incendio è una città in fermento, piena di cantieri che non dormono mai. Lì dove c’era il legno ora si ricostruisce in pietra, ma accanto alla nuova cattedrale di St Paul c’è il lugubre manicomio di Bedlam, accanto al London Bridge con le sue graziose botteghe ci sono ladri, marinai, mendicanti e prostitute. E poi c’è Thomas True, scappato in città dalla campagna e dalla durezza del padre, integerrimo pastore protestante. In alto, sui ponteggi, lavora invece Gabriel Griffin, quando non si occupa di ripescare dal fiume i corpi degli annegati. Entrambi si ritroveranno quella sera da Madre Clap, un locale per soli uomini dove gli avventori perdono la propria identità pubblica per assumerne una femminile: le chiamano molly, non possono dichiarare a nessuno chi sono, cosa provano, chi amano. E Gabriel, lo sa fin dal primo istante in cui lo vede, ama Thomas. Eppure, nonostante vivano esistenze rigorosamente nascoste, le molly non sono al sicuro: c’è una spia fra di loro, che le sta uccidendo una per una. Se Gabriel vuole salvarsi, salvare Thomas, dovrà scoprire chi sta vendendo i loro nomi alla Society for Reformation of Manners. Prima che i giudici Grimp e Myre arrivino in città e ordinino, come da consuetudine, di impiccarle tutte. Gabriel si trova così a vagare per una Londra notturna e insidiosa, costretto a mettere in discussione le vite e i legami della sua piccola comunità.
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URÌ di Kamel Daoud, La NAve di Teseo, 2025 – 448 pagine
Libro vincitore del Premio Goncourt 2024. Kamel Daoud restituisce ai dimenticati, alle vittime innocenti e ai sopravvissuti della terribile guerra civile algerina la voce che gli è stata tolta con un romanzo coraggioso e commovente, potente e lirico.

Alba è una ragazza di Orano, in Algeria, ha degli occhi magnifici, è proprietaria di un salone di bellezza, si veste con jeans e abiti non tradizionali, fuma in pubblico e osa, persino, mostrare dei tatuaggi. È una giovane libera, indipendente e moderna che si sente sempre più a disagio nella svolta reazionaria e tradizionalista della società algerina. Ma Alba è, anche, una sopravvissuta, sfuggita miracolosamente al massacro della sua famiglia quando aveva solo cinque anni, durante la guerra civile che sconvolse il paese negli anni novanta. Sul suo corpo, porta ancora le tracce di quella terribile esperienza: una cicatrice sul collo, una cannula per respirare e le corde vocali completamente distrutte la rendono non soltanto muta, ma anche, suo malgrado, un simbolo di quel periodo di violenza che l’Algeria vuole a tutti i costi dimenticare. Da qualche tempo Alba ha scoperto di essere incinta e ha già deciso di abortire, però, quella creatura che le cresce in grembo è l’unica che può sentire la sua voce. Che può ascoltare la sua lingua interiore e la sua storia, ed è a lei che la ragazza la racconta, condividendo le sue paure e i suoi traumi, fino a decidere di affrontare il passato e quella tragedia che le ha segnato la vita. Attraversando un Paese ostile ai diritti delle donne e che ha varato apposite leggi per punire chiunque parli di guerra civile, Alba ritorna al suo paese natale dove tutto ha avuto inizio, e dove i morti, forse, risponderanno alle sue domande. Kamel Daoud restituisce ai dimenticati, alle vittime innocenti e ai sopravvissuti della terribile guerra civile algerina la voce che gli è stata tolta con un romanzo coraggioso e commovente, potente e lirico.
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RITORNO ALLA CASA SUL FIUME di Lena Manta, Giunti, 2025 – 464 pagine
Dall’acclamata scrittrice greca Lena Manta, una nuova e potente saga familiare che segue le vicende complicate e dolorose di sei giovani donne.

Teodora ha scoperto a sue spese che è impossibile tenere per sempre con sé le sue cinque bellissime figlie e che le deve lasciar andare. Sopravvissuta alla Seconda guerra mondiale, all’occupazione nazista della Grecia e alla morte del marito, la donna vive per molto tempo una vita solitaria in assenza delle figlie. Fino a che, dopo essersi sposate, aver viaggiato per il mondo e aver conosciuto tanto il romanticismo quanto la fama e la tragedia, all’infrangersi dei loro sogni, una dopo l’altra, fanno ritorno nella casa ai piedi del Monte Olimpo. Come se allontanarsi dalla residenza avita abbia scagliato su di loro una maledizione e non ci sia alcuna possibilità di felicità lontano da lì. Ma il tempo, come il fiume, scorre inesorabile e, dopo vent’anni, una nuova generazione, quella delle sue nipoti, è pronta a fare le proprie esperienze, ad andare alla ricerca del proprio paradiso e soprattutto a liberarsi dalla superstizione che chiunque lasci quella casa vi faccia ritorno per piangere sulle macerie di un’esistenza distrutta. Anche se il destino è sempre in agguato, è importante ricordarsi che i veri artefici della nostra sorte siamo noi e bisogna trovare il coraggio di abbandonarsi al fiume della vita… Perché il fiume sa dove portarci e quando farci tornare.
