Novità in biblioteca, i nostri consigli di lettura di luglio

A luglio, il tempo si scioglie come un gelato al sole e le giornate si allungano abbastanza da permetterci di vivere più storie del solito: le nostre e anche quelle tra le pagine di un buon libro! Lasciatevi ispirare da un tuffo nel mare o dal gusto dolce di una granita e scegliete la vostra prossima lettura.

Abbiamo raccolto per voi una selezione di libri perfetti per questo mese torrido. Saggi che scottano, misteri che tengono svegli più di una notte tropicale e storie leggere come la brezza di montagna. Non vi resta che decidere da dove cominciare… e non dimenticarvi di spalmare la crema solare!

LA PERFEZIONE DEI FINALI IMPERFETTI di Kim Andrea Brofeldt, Nord, 2026 – 368 pagine

Una storia intensa e commovente che parla di perdite e di seconde occasioni, di famiglie sbagliate e di nuove famiglie possibili, e di come la vita – anche quando sembra interrotta – trovi sempre la forza di ricominciare.

Sarah ha appena compiuto cinquant’anni e vive immersa in una routine di piccoli rituali e gesti di cura, caratterizzata da un’insolita compulsione: i «compimenti». Nella casa di riposo dove lavora, capita di continuo che un anziano muoia prima di finire un puzzle, un lavoro a maglia o un romanzo giallo. Così, con amorevole premura, è Sarah a comporre le tessere rimanenti, a sferruzzare i punti mancanti o a leggere ad alta voce gli ultimi capitoli davanti alla tomba del defunto. Quei finali sono per lei un atto di generosità, ma forse anche una via di fuga da un passato doloroso, dal rapporto tormentato con il padre, da segreti mai confessati. Come se la necessità di concludere le vite degli altri le servisse a non dare mai inizio alla propria. Eppure adesso qualcosa sta per cambiare. L’incontro con Mehmet, il fiorista del quartiere, apre un primo spiraglio inatteso: tra il profumo dei fiori, le tazze di tè condivise e strani rituali legati al numero tre, Sarah trova finalmente una connessione umana che non credeva più possibile. E quando la vicina di casa le affida il figlio Bastian per poter restare accanto all’altra figlia malata, la piccola Alberte, in lei nasce una nuova consapevolezza. A differenza degli anziani, infatti, i bambini hanno davanti a sé un’intera esistenza e la loro storia è tutta da scrivere, non da concludere. Forse per Sarah è arrivato il momento di riprendere in mano anche la sua, di vita. Di fare pace con il passato senza pretendere un finale perfetto e di aprirsi alla promessa di nuove gioie ed emozioni, qualunque cosa il futuro le riservi.

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BURATTINAI. LA PRIMA INDAGINE DELLE «LAVANDAIE» di Grazia Scanavini, Salani, 2026 – 496 pagine

Con un giallo che tocca il cuore stesso della giustizia e non fa sconti a nessuno, Grazia Scanavini mette a nudo le dinamiche di genere e della manipolazione, per raccontare una violenza che spesso non lascia lividi evidenti, ma tracce profondissime nelle persone e nella società.

Le chiamano le Lavandaie perché un tempo, nello stabile che oggi ospita la loro centrale operativa, le suore lavavano la lana. Ora, quelle sei poliziotte puliscono lo sporco della società, riportando a galla ciò che tutti preferirebbero rimanesse sommerso. Squadra Speciale F è il loro nome ufficiale. F come Ferrara, la città in cui l’unità investigativa è stata creata. F come femminicidio, il tipo di reato su cui indagano. A guidarla sul campo è la commissaria Emma Mastrangeli, una donna autoironica, allergica ai compromessi, determinata a scoprire la verità sulla morte della sorella, ufficialmente un cold case. Accanto a lei, un gruppo fuori da ogni cliché: Miranda, Viola, Nausica, Lila, Febe, donne diversissime, con competenze e ferite personali, capaci di affrontare la violenza di genere con uno sguardo nuovo, ostinato, scomodo. Il loro primo caso è l’omicidio di Marina Palazzi, proprietaria di un’osteria del centro, trovata senza vita in una scena che sembra raccontare una rapina finita male. Ma l’inchiesta porta le Lavandaie a scrutare oltre le apparenze, tra relazioni opache, segreti familiari e dinamiche di potere invisibili, anche tra le forze di polizia. E mentre la squadra scaverà nel male che la circonda, i demoni del passato di Emma torneranno a chiederle ascolto.

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MOLTO FELICE PER TE di Holly Bourne, Heloola Books, 2026 – 456 pagine

Molto felice per te è un page turner viscerale, sarcastico e liberatorio che tratta con empatia e realismo i diversi volti dell’esistenza femminile e rivela come la maternità, in tutte le sue forme, incida sulle amicizie tra donne.

Nicki, Lauren, Charlotte e Steffi sono amiche dai tempi dell’università. Ora che hanno superato i trent’anni, la vita le sta inevitabilmente allontanando. Ma quando Charlotte decide di organizzare un baby shower per Nicki, si riuniscono di nuovo per una festa che cambierà le sorti della loro amicizia. In una torrida giornata d’estate inglese, la tensione è palpabile e alla fine della serata tra di loro niente sarà più come prima. Qualcuno ha appiccato un incendio nella casa e tutte sono sospettate… È stata Steffi, felicemente senza figli ma che si sente giudicata dalle amiche per la sua scelta? È stata Charlotte, desiderosa di avere un bambino e gelosa delle amiche che hanno già partorito? È stata Lauren, la cui maternità si sta rivelando molto peggio di quanto avesse mai immaginato? O è stata Nicki stessa, che a dirla tutta non voleva nemmeno una festa? Ognuna si è fatta un’idea diversa dell’accaduto, ma all’indomani dell’incidente, quando la polizia ricollega tutti i fatti, la verità sconvolgerà tutte loro.

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IL NUOVO NOME DELLA FELICITÀ di Anna Johnston, Corbaccio, 2026 – 256 pagine

A volte la famiglia è chi ti ha dato la vita. A volte chi ti ha insegnato a non sprecarla.

Hannah ha dovuto imparare presto che i padri se ne vanno. Sua madre ha fatto del suo meglio. Ma tra rabbia, stanchezza e silenzi ha insegnato alla figlia soprattutto che non deve aspettarsi niente da nessuno. Ora Hannah è sola. Ha un lavoro che traballa, una gravidanza imprevista e troppi conti da pagare. Il futuro ha i contorni sbiaditi. Lei sa solo che non vuole diventare come l’unico genitore che ha avuto. Altrove, un senzatetto ottantaduenne viene scambiato per un altro uomo e portato in una casa di riposo. Fred, che fino al giorno prima non sapeva dove andare a dormire, ora si ritrova con lenzuola immacolate, tè caldo e persone che si prendono cura di lui. Insomma, è come essere finito al Grand Hotel. Nella stanza che piano piano sta diventando casa sua, da sotto il letto spunta una scatola rossa. Dentro, poche tracce di una vita interrotta: una foto, una lettera mai spedita, un nome scritto e riscritto come un dolce ritornello di cui non ci si stanca mai. Hannah. Un nome che magicamente per Fred si trasforma in una possibilità. Forse di rimediare a qualcosa. Forse di ricominciare. Forse la vita vera accade solo se si ha il coraggio di entrare nella storia di qualcun altro. Quando Hannah trova nella cassetta delle lettere una busta senza mittente e un piccolo dono, non riesce a darsi una spiegazione. Eppure, capisce che, da qualche parte, qualcuno la sta scegliendo. Per la prima volta. Non aspettarti niente da nessuno è la regola che l’ha protetta per tutta la vita. Ma forse ora è arrivato il momento di disobbedire. Con il suo esordio, Anna Johnston è partita dall’Australia alla conquista di lettori di tutto il mondo. Diventando una voce amatissima e riconoscibile. Nelle sue storie l’umorismo sfiora la malinconia. La tenerezza convive con le ferite. E i personaggi ai margini trovano il coraggio di reclamare un posto nel mondo. Il nuovo nome della felicità sarà presto una serie Netflix.

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LA CAFFETTIERA DI KANT di Eugenio Radin, Ponte alle Grazie, 2026 – 208 pagine

Questo libro nasce da un’insufficienza in filosofia presa in quarta liceo, dopo una notte passata su un materasso improvvisato, circondato da libri con termini incomprensibili: giudizi sintetici a priori, categorie trascendentali, noumeni… In altre parole, Kant.

La Critica della ragion pura è lo scoglio contro cui si infrangono generazioni di studenti, convinti che il problema sia la difficoltà del testo, il linguaggio oscuro o semplicemente la loro incapacità. E se invece il motivo fosse un altro? Eugenio Radin parte da un sospetto semplice ma sovversivo: forse ci vengono date le risposte senza le domande, le soluzioni senza il problema, le istruzioni senza il mobile da montare. E così la filosofia diventa un esercizio di memorizzazione sterile, invece che un’indagine viva che ci riguarda. È allora necessario cambiare prospettiva. Il risultato è un’introduzione a Kant capace di parlare davvero a tutti: a chi lo ha sempre temuto, a chi non lo ha mai incontrato tra i banchi di scuola, a chi pensa di averlo già capito e anche a chi, semplicemente, non ha mai provato a leggerlo. E forse, alla fine, pure quella insufficienza al liceo smetterà di sembrare una sconfitta, e apparirà per quello che era davvero: l’inizio di una lunga, accidentata e sorprendentemente divertente storia d’amore con la filosofia.

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LA TUA SOLITUDINE È IL NOSTRO BUSINESS. COME L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE STA TRASFORMANDO LE NOSTRE RELAZIONI di Serena Mazzini, Rizzoli, 2026 – 204 pagine

La tua solitudine è il nostro business è un’indagine culturale e politica che ci invita a porci una domanda fondamentale: a chi serve davvero questa tecnologia?

In pochissimo tempo l’intelligenza artificiale è passata dall’essere uno strumento di lavoro a una delle presenze più intime della nostra vita: le chiediamo consigli su una relazione, la usiamo per fare terapia, le raccontiamo cose che non diremmo a nessuno. Le grandi aziende tecnologiche non hanno fermato questa deriva. L’hanno progettata. Ma cosa succede quando confidarsi con una macchina diventa più facile che parlare con un essere umano? Dopo il successo del “Lato oscuro dei social network”, Serena Mazzini torna a indagare sull’impatto sociale della tecnologia e ci spiega un fenomeno tanto diffuso quanto invisibile: la trasformazione della solitudine in un mercato globale. Intrecciando esperienza personale, dati e inchieste, svela come la nostra emotività sia diventata una risorsa economica. Dalle piattaforme di terapia che trasformano il disagio in abbonamento, ai fidanzati virtuali che bloccano l’intimità dietro un paywall; dai giocattoli per bambini che registrano ogni parola detta nella loro stanza, alla pornografia sintetica che ricrea il volto di persone reali senza il loro consenso; dai robot per anziani soli fino ai chatbot che resuscitano i morti, a seconda di quanto si è disposti a pagare. Mazzini si immerge nel mondo dell’IA applicata alle relazioni umane e ne emerge con una certezza: è un’industria che non risolve la solitudine, ma la rende sostenibile, scalabile e soprattutto redditizia.

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GLI ULTIMI SEI di Akinari Asakura , Feltrinelli, 2026 – 272 pagine

Fino a che punto sei disposto a spingerti per ottenere il lavoro dei tuoi sogni?

Shōgo Hatano ha ventun anni ed è arrivato dove quasi nessuno riesce: tra i sei finalisti di un processo di selezione che ha eliminato oltre cinquemila candidati. Chi vincerà entrerà alla Spiralinks, la tech company più ambita del Giappone. La prova finale, ufficialmente, è semplice: gli ultimi sei devono dimostrare di saper fare gioco di squadra. Se riusciranno a formare un gruppo affiatato, l’azienda assicura un posto a tutti. Poco prima del colloquio, però, le regole cambiano: Spiralinks assumerà solo una persona. E a sceglierla saranno gli stessi candidati. A loro disposizione, una sala riunioni e due ore e mezza di tempo. L’esercizio di team building si trasforma in una guerra psicologica. Tutti ostentano fair play, ma le parole diventano armi e i colpi bassi si moltiplicano. Quando inizia la prima votazione, nella stanza compaiono sei buste, una per ciascun candidato, ognuna con un segreto devastante: informazioni capaci di distruggere una reputazione, una carriera… un futuro. Mentre la tensione sale e le alleanze cambiano a ogni voto, Shōgo dovrà capire chi ha orchestrato il complotto e convincere gli altri di meritare il lavoro dei sogni prima che qualcuno lo elimini dal gioco. Una mossa sbagliata può trasformare la selezione in un incubo. E non è detto che tutti ne escano vivi. Otto anni dopo, una persona indaga su ciò che accadde quel giorno. Chi ottenne il lavoro? E a quale prezzo? Finalmente approda in Italia un caso editoriale che in Giappone ha scalato le classifiche: un thriller psicologico sul lato oscuro della competizione nel mondo del lavoro, dove a volte per vincere non basta essere i migliori ma essere disposti a tutto.

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UN BREVE SOGGIORNO ALL’INFERNO di Steven L. Peck, Blackie, 2026 – 144 pagine

Soren Johansson, geologo e uomo comune, ha sempre creduto che dopo la vita ci attende un aldilà eterno da passare insieme alle persone care. Poi muore davvero, e si risveglia proiettato da un Dio che non ha mai sentito nominare in un inferno dalle dimensioni incomprensibili: una biblioteca sterminata, dalla quale potrà uscire solo trovando il libro che contiene la storia della sua vita. In questo horror esistenziale, pubblicato per la prima volta in Italia ma da anni oggetto di culto tra i lettori di tutto il mondo, lo scrittore, filosofo ed ecologo Steven L. Peck esplora una visione sovversiva dell’eternità: struggente, inquietante e ironica al tempo stesso. La dannazione diventa così una riflessione sul tempo, sulla conoscenza, sulla fede e sul significato stesso dell’esistenza.

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DIGNITÀ di Ypi, Feltrinelli, 2026 – 368 pagine

C’è qualcosa nello spirito umano, diceva mia nonna, che resiste a ogni tentativo di oltraggio, ingiuria o umiliazione. Quel qualcosa si chiama dignità.

Una foto in bianco e nero, postata per caso su un social network, riapre una ferita e dà l’avvio a un’indagine. Sorridono, eleganti e innamorati, Leman e Asllan Ypi: è il 1941, la guerra infuria, eppure nulla sembra turbare quella luna di miele sulle Alpi. Ma per la loro nipote Lea quell’immagine è uno squarcio sul non detto, su una storia familiare avvolta da anni di silenzio. Chi era veramente nonna Leman? Perché parlava francese nonostante fosse cresciuta come nipote di un pasha a Salonicco? Cosa la spinse, appena diciottenne, a lasciare la città per iniziare una vita da sola in una Tirana intrisa di “profumo Chanel e di pecora”, con l’Albania satellite del regime di Mussolini? Come si innamorò e sposò un socialista simpatizzante del Fronte Popolare? E soprattutto, cosa si nascondeva dietro quel sorriso tra la neve di Cortina d’Ampezzo, mentre tutta l’Europa veniva ridotta in cenere? Lea Ypi intreccia i rapporti della polizia segreta sulle spie comuniste, le testimonianze in tribunale e i ricordi personali della nonna per raccontare i moti di un Novecento pieno di contraddizioni e ripensamenti: dai fasti decadenti dell’aristocrazia sotto l’impero ottomano alla nuova realtà dei Balcani, passando per una crisi finanziaria e gli orrori di due guerre mondiali. E ci pone domande cruciali per i nostri tempi: che cosa sopravvive e che cosa si perde nella storia? Che cosa sappiamo davvero di chi amiamo? E con quale diritto morale giudichiamo le loro scelte?

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