
È tempo di passeggiate! Ciliegi in fiore, primi gelati, giornate più lunghe: in una sola parola, aprile.
La natura esplode, l’aria fresca invita alla scoperta. E allora, con il naso tra le pagine di un libro nuovo fresco di stampa, non si può fare a meno che sorridere al primo, caldo, ritorno della bella stagione.
Questo mese vi proponiamo storie cupe ma frizzanti, intense ma scorrevoli. Libri che riempiono mente e cuore, per trascinare i lettori in un vortice di nuova energia e rigenerazione. Non vi resta che scegliere il vostro prossimo compagno d’avventura e… buona lettura!
INSIDE. VINCERE, PERDERE, RICOMINCIARE DA ZERO di Boris becker, Mondadori, 2025 – 360 pagine
“Sono le urla la cosa che ti colpisce più profondamente durante la prima notte in prigione. Urla come se qualcuno fosse ferito. Come se avesse bisogno di aiuto. Come se qualcuno stesse morendo”.

Redenzione, resilienza, la ricerca di una speranza anche nel momento più buio. Campione di Wimbledon a 17 anni, sei volte vincitore del Grande Slam ed ex numero uno del mondo nel singolare maschile, Boris Becker grazie alla sua carriera tennistica ha ottenuto successo, fama e ricchezza. Becker aveva tutto, ma nell’aprile del 2022 la sua vita è cambiata totalmente quando è stato condannato a 30 mesi di carcere per bancarotta. Inside è il racconto crudo e senza sconti della vita di Becker dietro le sbarre, la sopravvivenza quotidiana all’interno di due tra le prigioni più dure del Regno Unito, le amicizie inaspettate e la scoperta di valori che pensava di aver dimenticato e che gli hanno permesso di resistere. Privato della sua fama, della sua ricchezza e anche del suo nome, perché lì dentro era solo il detenuto A2923EV, Becker ha dovuto fare i conti con un mondo completamente nuovo in cui nulla ti viene concesso senza dover lottare. Più che una storia di sopravvivenza, Inside è una storia di profonda trasformazione. Con dolorosa onestà, Becker affronta tutte le scelte di vita che lo hanno condotto in prigione, riflette sui suoi errori passati e sul prezzo della fama. Questo libro è il difficile viaggio di un uomo che grazie a nuovi incontri, a una capacità di resistenza fuori dal comune e allo Stoicismo ha ricominciato da zero cercando di ricostruire la sua vita e la sua reputazione. Un’autobiografia unica: la storia di una leggenda sportiva che ha perso tutto, che è sopravvissuta per rinascere di nuovo.
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ALICE NEL PAESE DELLE IDEE di Roger-Pol Droit, Longanesi, 2026 – 400 pagine
Quello di Alice è un viaggio immaginifico, dove ogni incontro è una scoperta e ogni dialogo una rivelazione. Mentre lei cerca la sua risposta, le parole che daranno la giusta direzione alla sua vita, noi lettori ci ritroviamo immersi in un’affascinante storia delle idee: un percorso che svela le radici del nostro modo di pensare, le origini delle nostre inquietudini e delle nostre speranze.

Alice è un’adolescente e, come molte adolescenti, non si accontenta di porsi grandi domande: vuole risposte. O meglio, ne cerca una sola, ma fondamentale: vuole sapere come vivere, secondo quali valori, quali principi, e con quale scopo. Ha un’idea ben precisa: tatuarsi sul braccio una frase, un mantra indelebile che la accompagni sempre e ovunque, come una bussola interiore. Per trovare quelle parole Alice intraprende un viaggio straordinario nel Paese delle idee, un luogo immaginario dove convivono i filosofi e i saggi che, dall’antichità ai nostri giorni, hanno forgiato il nostro modo di pensare e di interpretare il mondo. In compagnia di creature insolite e simboliche, Alice attraversa le epoche e le civiltà, conversa con Socrate al mercato di Atene, si addentra nella caverna di Platone, passeggia con Nietzsche a Sils-Maria, interroga Freud nel suo studio a Vienna. In una serie di avventure che la portano dal Giardino di Epicuro all’ultima lezione di Hegel a Berlino, attraversa il Gange per ascoltare il Buddha, pone domande a Lao Tzu, segue una lezione di Avicenna a Bukhara, e incontra, tra gli altri, Montaigne, Cartesio, Spinoza e Rousseau.
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L’ASSASSINO STA SCRIVENDO di Elena Campani , Bompiani, 2026 – 304 pagine
La prima indagine di Tuva Colmar, prof di poche parole ma dal fiuto eccezionale.

A volte la vita ti colpisce e ti riporta al punto di partenza. È quello che succede a Tuva Colmar, professoressa di italiano che il padre ha chiamato come un luogo lontano. Aveva un fratello, un cane e un lavoro che amava: d’improvviso non ha più nulla se non la sua fiera solitudine e poche parole incerte, ed è stata trasferita a occuparsi della biblioteca di istituto. Ma Tuva è una creatura speciale, armata di una sottile, tenacissima ironia, di un fiuto da segugio e della capacità di leggere tra le righe delle vite degli altri. Così, quando proprio nella sua scuola accade un fatto tragico e inquietante, solo lei, forse, potrà far luce sul mistero che si nasconde nel cuore del liceo. Con una scrittura vivace, piena di sensibilità, Elena Campani sceglie la cornice del giallo per dare vita a un romanzo che scava nell’animo umano e ci parla di libri e di scuola, dell’impegno e della dedizione che richiedono a chi li ama davvero. La prof Tuva Colmar, i suoi colleghi, gli allievi, le chat di classe diventano in queste pagine uno specchio delle nostre paure e delle nostre colpe ma anche della possibilità sempre aperta di sconfiggerle con la capacità di ascolto e con il coraggio delle nostre fragilità.
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VIA DELLE STREGHE di Oliva Marilù, Solferino, 2026 – 272 pagine
Per che cosa siamo disposte a uccidere?È la domanda che corre attraverso questa storia nera, avvincente e contemporanea, mentre le quattro formidabili protagoniste, determinate quanto fallibili, si muovono sul ghiaccio sottile che separa il senso della giustizia dalla vertigine dell’arbitrio. Mettendo a nudo l’anima stessa del nostro tempo.

Quattro donne: Zulmira, la «maga» del quartiere, Serena, appassionata di kung fu e fidanzata con un poliziotto, Magalie, docente universitaria con un passato tormentato, e Iside, brillante informatica confinata su una sedia a rotelle. Quattro normali vicine di casa di un vicolo nel centro di Bologna, che si ritrovano la sera in salotto per torta, tisane e chiacchiere. Solo che quei convegni sono più simili a moderni sabba, in cui progettano quella che chiamano «magia nera». Ovvero omicidi: la vendetta per efferati femminicidi i cui autori l’hanno fatta franca, sgusciando tra le maglie della legge, come è successo all’ex fidanzato assassino della sorella di Serena. Pur con qualche dubbio, le quattro «streghe» si sentono dalla parte della giustizia. Ma la violenza prende sempre la mano e il caso è un ingrediente pericoloso, capace di infilarsi anche in una pozione preparata con cura. Tra un amore tossico che ritorna dal passato e un giovane corteggiatore troppo curioso, un presunto tesoro nascosto e un’incursione azzardata nel deep web, la situazione diventa presto molto pericolosa. Tanto da mettere a rischio un piano, un’amicizia e più di una vita. Per che cosa siamo disposte a uccidere? È la domanda che corre attraverso questa storia nera, avvincente e contemporanea, mentre le quattro formidabili protagoniste, determinate quanto fallibili, si muovono sul ghiaccio sottile che separa il senso della giustizia dalla vertigine dell’arbitrio. Mettendo a nudo l’anima stessa del nostro tempo.
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L’ULTIMA GUARITRICE di Giulia Dal Mas, Tre60, 2025 – 304 pagine

Austria, 1938. Ada Meyer, figlia di una nobildonna fiorentina e di un generale tedesco, sta trascorrendo un periodo nella villa di famiglia sulle sponde del lago di Costanza. A breve dovrà tornare a Firenze per sposare un uomo che non ha scelto ma, quando incontra Karl Berger, un architetto che lavora per suo padre, se ne innamora: è un uomo brillante e con un profondo senso della giustizia. Karl tuttavia è ebreo, e l’Austria sta per essere annessa alla Germania di Hitler… Cavalese, 1938. Marlena è una giovane maestra di scuola ma tutti la chiamano guaritrice per la sua grande conoscenza delle erbe e del corpo umano. Quando Ada e Karl, in arrivo dall’Austria con un gruppo di fuggiaschi, chiedono il suo aiuto per curare un bambino ammalato, Marlena capisce che il suo intervento sarà cruciale per salvarlo. Ma il breve passaggio di Ada e Karl in Val di Fiemme lascerà per sempre un segno nella sua vita… Cavalese, 2024. Quando Ester, la proprietaria della locanda del paese, riceve la telefonata di Giulio Corsini, un avvocato fiorentino, scopre l’esistenza di alcune lettere mai spedite e indirizzate a Marlena Pilcher, sua nonna adottiva. Giunta in Toscana, fra le antiche mura di palazzo Abati, Ester scopre la storia di una famiglia, di un legame inatteso e di un grande amore. In un viaggio sulle orme del passato, Ester solleva così il velo di segreti che da sempre aveva avvolto le sue radici e, grazie all’aiuto di Giulio, scopre una nuova sé, pronta ad andare incontro a un futuro autentico e luminoso.
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L’ INVERNO DELLA LEVATRICE di Ariel Lawhon, Neri Pozza, 2026 – 496 pagine
Un giallo storico ispirato alla vita e al diario della levatrice Martha Ballard, che nel Maine del XVIII secolo sfidò il sistema legale americano lasciando un’impronta indelebile nella storia.

Maine, villaggio di Hallowell, una notte d’inverno del 1789. Il fiume Kennebec è quasi completamente ghiacciato, invaso da micidiali lastroni che tagliano come cristallo. Prima di chiudersi nella loro gelida prigione, le acque restituiscono il corpo di Joshua Burgess, con gli abiti che ancora lo avvolgono come petali di un grande tulipano appassito. A esaminare quel cadavere gonfio e martoriato viene convocata Martha Ballard, la levatrice del villaggio, colei che facilita le nascite, che ascolta i corpi dei malati e se ne prende cura. E il corpo di Joshua Burgess parla, e dice che la morte non è arrivata solo per acqua, ma anche per corda: qualcuno potrebbe aver impiccato Burgess, prima di gettarlo nel Kennebec. Anche se poi il dottore, dall’alto della sua competenza, esprime il suo parere contrario e senza appello: è stato un incidente. Burgess, tuttavia, non può essere morto per una banale imprudenza. Oltre a Martha, in tanti pensano che meritasse una punizione, soprattutto dopo l’oltraggiosa violenza ai danni della giovane Rebecca. Martha aveva raccolto per prima quella terribile confidenza e l’aveva trascritta nel suo diario, come sempre fa con i racconti che le vengono affidati: perché non vadano perduti, perché le mura di casa non proteggono le madri, le sorelle, le figlie. Comincia così un’estenuante ricerca della verità per la levatrice Martha Ballard, armata solo delle sue parole contro i pregiudizi di una società che non intende ascoltarle. Con una prosa tesa e delicata, Ariel Lawhon racconta di una donna indomita e della sua instancabile battaglia per la giustizia. Un’eroina misconosciuta, mai finora celebrata, che ebbe l’ardire di levarsi in difesa dei più deboli, cambiando per sempre la storia di un’America che stava ancora muovendo i suoi primi passi.
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L’ESTATE CHE HO UCCISO MIO NONNO di Giulia Lombezzi, Bollati Boringhieri, 2025 – 232 pagine
L’estate che ho ucciso mio nonno racconta, in una prima persona sarcastica, fragilissima e schietta, quanto fa male avere sedici anni, quante cicatrici lasciano i legami famigliari, e quanti demoni nasconde la parola amore.

Bisogna amare i propri nonni. Questo si è sentita ripetere Alice fin da piccola. Ma quando suo nonno, da poco vedovo, viene a vivere con lei e la madre, la ragazza si rende conto che tale comandamento è inattuabile. Seppur debole e depresso, Andrea esercita su tutta la casa il proprio carattere brutale, portando Marta, la mamma di Alice, a uno stato di totale asservimento. È come se un’intera generazione, con tutti i suoi dettami assurdi e violenti, si fosse insinuata nella vita delle due donne, impestandola di sigarette, imperativi e ricatti. La rabbia di Alice cresce, alimentata dalla brace dei sedici anni. La mamma che conosceva sta scomparendo, e lei si sente impotente: come si fa a liberare qualcuno che non vuole essere libero? Che cos’è veramente l’emancipazione? In un susseguirsi di badanti che vanno e vengono, sbronze liberatorie con gli amici del cuore, litigi con famigliari ciechi e sordi e una fame che non passa mai, Alice comincia a covare desideri bui, a pensare cose che non andrebbero pensate. Il viaggio nel passato della madre, nel paese in cui è cresciuta, e lo svelamento di ciò che ad Alice è sempre stato nascosto risulta un punto di non ritorno: Andrea deve sparire. L’unico modo per affrontare un mostro è diventare un mostro?
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IL CIELO SPORCO. COME LA GUERRA DEI DRONI E DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CAMBIERÀ IL MONDO di Gianluca Di Feo, Guanda, 2025 – 224 pagine
Con il fascino di un racconto sul campo, Gianluca Di Feo, giornalista con una lunga esperienza in tema di questioni belliche, spiega come questa tecnologia sia destinata a cambiare in modo radicale e duraturo non solo la geopolitica, ma l’antropologia e le relazioni tra gli uomini. Introduzione di Marco Belpoliti.

«Cielo sporco» è il modo in cui i soldati ucraini chiamano l’affollamento dei droni volanti sul campo di battaglia. Un tempo i fanti asserragliati nelle trincee odiavano pioggia e vento, ora li benedicono perché tengono lontani i quadricotteri assassini. Quello che sta avvenendo nel conflitto russo-ucraino dalla primavera 2022 è un processo di dronizzazione selvaggia, privo di regole e controlli, che ha già rivoluzionato l’arte della guerra. E non solo qui: anche a Gaza e in Medio Oriente lo stato di Israele ha affidato ai droni volanti la sua egemonia bellica. Con una velocità sconvolgente, l’intelligenza artificiale rende questi mezzi dei veri robot con licenza di uccidere, infrangendo persino i limiti posti dalla fantascienza di Isaac Asimov. Questo libro ci fa capire come siamo arrivati alla situazione attuale, a partire dai Predator, gli antesignani dei droni, utilizzati nel 2001 per la Guerra al Terrore, fino all’America di Trump e al suo sogno distopico di una Golden Dome ipertecnologica che possa tenere al sicuro il paese da qualsiasi tipo di attacco.
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101 RIFLESSIONI CHE CAMBIANO IL TUO MODO DI PENSARE di Brianna West, Sonzogno, 2022 – 400 pagine
«Se ci sforzassimo di considerare i problemi come mattoni per costruire una vita migliore, usciremmo finalmente dal labirinto della sofferenza e faremmo una scoperta meravigliosa: la felicità.»

Alzi la mano chi non ha mai dovuto superare un momento difficile o la fine di una storia d’amore, chi non si è mai sentito scoraggiato, demotivato o insicuro, chi non si è mai chiesto come smettere di crearsi problemi e poter finalmente raggiungere la felicità. La soluzione è più semplice di quanto si potrebbe credere: secondo la seguitissima giornalista Brianna Wiest, il trucco è ribaltare la prospettiva, imparando a vedere le difficoltà e gli ostacoli come opportunità di crescita e di conoscenza di sé. Solo così si riesce a trasformare la sofferenza in un’occasione per migliorarsi e prendere in mano la propria vita, rivoluzionandola giorno dopo giorno. Con la voce amichevole di chi ci è passato, Brianna parla delle insicurezze e dei dubbi di ciascuno di noi: in questo viaggio alla scoperta del potere della mente, ci svela i comportamenti inconsci che ci impediscono di realizzarci, ci insegna a coltivare l’intelligenza emotiva, ci invita a superare i nostri limiti e a trarre il meglio dalle cose semplici e inaspettate. Nell’estate del 2021, 101 riflessioni che cambiano il tuo modo di pensare è diventato un successo internazionale del passaparola, conquistando migliaia di lettrici e lettori in tutto il mondo: un libro ricco di suggerimenti e spunti, consigliato come lettura imprescindibile da testate come Forbes e Cosmopolitan.
