
Una nuova area a parco per la food forest
Radici in acqua ha superato la prima fase. Su 235 proposte presentate, la Compagnia di Sanpaolo ne ha selezionate 30. E tra queste c’è il progetto che Rivalta ha in mente per recuperare un tratto di sponde del Sangone soggetto a forte erosione e farne un sistema agroforestale che, ispirandosi al bosco, sia in grado di produrre in autonomia cibo, fibre e legna da ardere.
L’area interessata – che occupa una superficie di quasi ventimila metri quadrati – si trova sulla sponda sinistra del torrente, tra la bealera del Consorzio di Orbassano e il rio Garosso.
Oggi è marginale, difficilmente fruibile, ma proprio la sua peculiare collocazione le offre la possibilità di diventare uno scrigno di biodiversità e di caratterizzarsi come esempio di resilienza al cambiamento climatico.
La resilienza di un nuovo ecosistema
La parte di sponda erosa verrà ricostruita e rinforzata con un scogliera di massi rivegetati. Saranno rimossi e smaltiti i rifiuti che si sono accumulati negli anni e verrà smantellato quel che resta di alcune costruzioni in cemento. Uno degli interventi più significativi consisterà nell’eliminazione di tutte le specie vegetali infestanti e non originarie del lungo fiume. Anche il bosco verrà ripulito, con un taglio selettivo delle piante vecchie e malate.
Poi verrà impiantato un frutteto boschivo, la “food-forest”, che funziona proprio come un bosco selvatico, con la particolarità di poter produrre cibo. Ci saranno alberi ad alto fusto ma anche arbusti e funghi. Un ecosistema vivo e autonomo che garantirà la biodiversità e la sostenibilità.
A completare la riqualificazione dell’area saranno alcuni percorsi pedonali in terra battuta, lungo i quali verranno installati pannelli informativi per raccontare la genesi del progetto e invitare tutti a una fruizione consapevole e rispettosa del patrimonio ambientale.
Inizia la seconda fase
Adesso, prima di poter dar gambe alla nostra idea, occorrerà superare la seconda fase della selezione, quella in cui dovremmo approfondire gli aspetti scientifici e tecnici che sono alla base del progetto.
Serviranno studi e ricerche per poter dar vita alla food forest che meglio si adatta alle peculiarità del tratto di Sangone. Per farlo potremo contare su un contributo di 5 mila euro che Compagnia di Sanpaolo ha assegnato a Rivalta per rafforzare le competenze progettuali e le capacità di intervento sui temi della sostenibilità ambientale.
Il lavoro dovrà essere presentato entro il prossimo 30 dicembre.
