
Diciamoci la verità: novembre non è proprio il mese più simpatico dell’anno. È grigio, fa freddo e le giornate durano circa quattro minuti e mezzo. Per evitare di cadere in letargo fino alla primavera, il team della biblioteca ha preparato gli unici integratori che funzionano davvero: una lista freschissima (ma confortevole) di consigli di lettura.
Che siate a caccia di un’avventura per viaggiare restando sotto il piumone o di un bel giallo per tenervi svegli nelle sere più buie, abbiamo il libro giusto per voi. Niente scuse: prendete nota dei nostri consigli del mese e venite a fare scorta di storie prima che arrivi il freddo vero!
BESTIOLA di Jonathan Bazzi , Mondadori, 2026 – 288 pagine
Con una scrittura che non risparmia nulla e illumina l’inammissibile e la vita nascosta, in Bestiola Jonathan Bazzi trova le parole più intime e radicali per ciò che siamo abituati a lasciare che ci stravolga in silenzio. Rivendicando l’anomalia, ci consegna una storia stratificata e ibrida, umana e animale insieme, e una piccola etica della tenerezza. Aprirsi all’altro non umano, qui, non è semplice consolazione: diventa il solo modo che il protagonista trova per restare al mondo, bestia tra le bestie, fidandosi solo della pelle.

Sono sedici anni che Mirtilla e Purè vivono insieme al protagonista di questa storia: è grazie a loro che lui ha imparato ad allargare i confini del proprio io, a prendersi cura e a proteggere. Nel nostro tempo e in una città come Milano, dove tutto è corsa sfrenata al profitto e alla performance, i due gatti sono diventati un contro-incantesimo ai ricatti delle piattaforme. Un antidoto che lo riporta a una realtà di contatto pelle a pelle, a ciò che viene prima del linguaggio, dei ragionamenti, delle strategie per vincere. Ma quando Mirtilla muore, ogni cosa deflagra: come si fa a trovare un posto al dolore, in assenza di riti condivisi? Che forma dare a un lutto clandestino, a cui non è concessa legittimità? Per celebrare questa esistenza ritenuta minore, il protagonista, dopo un letargo di tre anni e in balia di precarietà e traslochi, si rimette a scrivere: perché lei splenda ancora e il vuoto non si mangi tutto. Accanto a Mirtilla, altre presenze vivide affollano le pagine, guardiani di soglie e creature liminali: Jofi, la chow-chow che Freud portava sempre alle sedute; il terranova Carlo, complice muto di Emily Dickinson; Korasek, l’inseparabile corvo della biologa Simona Kossak. E l’animalità diventa una chiave attraverso cui raccontare la differenza di classe, la neurodivergenza, le ferite narcisistiche e le tante forme possibili di famiglia.
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LA GUARDIANA di Caterina Battilocchio, Garzanti, 2026 – 336 pagine
Per anni, Caterina Battilocchio ha raccontato i romanzi degli altri, spinta dalla passione per la scrittura. Ora, per la prima volta, esce un suo libro: la storia di un legame fortissimo tra una nipote e sua nonna, e il ritratto di una donna di oggi che si confronta con il passato della sua famiglia e di un’Italia difficile. Un esordio intenso e commovente che ci ricorda come le storie taciute continuino ad avere un’eco, persino nel silenzio.

Tutto quello che Mora sa lo ha imparato da nonna Tita. Lei le ha spiegato che i pensieri passano dai piedi, per questo quando sei triste ti senti pesante e quando sei felice ti sembra di volare. Le ha detto che di notte l’anima è scoperta, più fragile ma anche più vera. Le ha insegnato che una rosa va bene per ogni occasione, e ha scelto rose rosse per il proprio funerale. Mora ha seguito le sue istruzioni per rendere l’addio un po’ meno doloroso. Oggi più che mai la vorrebbe accanto: senza nonna Tita, si sente in balia del caso. Così lascia Roma, il lavoro e il fidanzato per tornare a Rocca, dove ha trascorso le estati da bambina. Lì inizia a lavorare in una casa circondata da un magnifico roseto e incontra i suoi residenti. Dopo la diffidenza iniziale, ognuno finisce per raccontarle la propria vita come fosse un romanzo. Mora, d’istinto, decide di diventarne la guardiana e le trascrive per sottrarle all’oblio. Ma c’è una storia taciuta che deve ancora ascoltare. Comincia con una bambina di nome Margherita e finisce nel roseto della casa di Rocca: è la storia di un segreto che rende i passi faticosi. Perché sua nonna ha un’ultima lezione da impartirle: non esistono bussole, non esistono itinerari di vita prefissati. Esistono solo direzioni da prendere, senza voltarsi indietro. Per anni, Caterina Battilocchio ha raccontato i romanzi degli altri, spinta dalla passione per la scrittura. Ora, per la prima volta, esce un suo libro: la storia di un legame fortissimo tra una nipote e sua nonna, e il ritratto di una donna di oggi che si confronta con il passato della sua famiglia e di un’Italia difficile. Un esordio intenso e commovente che ci ricorda come le storie taciute continuino ad avere un’eco, persino nel silenzio.
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IL PONTE. DIARIO DALLO STRETTO DI MESSINA di Lelio Bonaccorso, Feltrinelli, 2026 – 128 pagine
La testimonianza diretta di un fumettista messinese, maestro del graphic journalism, che si interroga sul senso e le conseguenze attuali di un progetto di cui molti immaginano il futuro ma pochi conoscono il presente.

Il Ponte sullo Stretto è molto più di una “grande opera”: è un progetto che da decenni divide l’Italia e solleva interrogativi cruciali sul futuro di uno dei territori più fragili e straordinari del Mediterraneo. Lelio Bonaccorso, già autore di importanti reportage a fumetti, è nato e vive a Messina, città che ama e per la quale da anni sta combattendo una battaglia, anche in rete, per denunciare le drammatiche trasformazioni che il Ponte rischia di produrre. Intrecciando memoria personale e rigore documentale, Bonaccorso conduce un’inchiesta approfondita, attraverso il confronto con geologi, ingegneri, ecologi, giuristi, amministratori e cittadini direttamente coinvolti, evidenziando le principali questioni aperte: dal forte rischio sismico alle ricadute sociali e urbanistiche, fino all’impatto devastante su ecosistemi unici al mondo. Il risultato è un racconto coinvolgente che invita il lettore a interrogarsi sul significato di progresso, sul rapporto tra uomo e natura e sul valore della conoscenza come strumento di partecipazione. Per qualcuno, il Ponte sullo Stretto esiste già. E ha un peso, un impatto, un costo non soltanto economico.
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EVELINA NON E’ PAZZA PER NIENTE, di Rossella Carboni, Corbaccio, 2026 – 272 pagine
Rossella Carboni firma un esordio esplosivo. Evelina non è pazza per niente è un romanzo speciale. Una storia difficile da dimenticare, come la sua protagonista.

A Evelina danno tutti della pazza. In effetti prende ansiolitici come fossero caramelle e si trova più a suo agio con le cose che con le persone. Fa la postina, ma non è molto brava neanche nel suo lavoro. È troppo strana. O così le dicono… La sua passione è collezionare oggetti considerati inutili: l’insegna al neon di un barche non esiste più, una vecchia macchina del caffè, birilli di legno. Vorrebbe chiudersi in casa con loro. Soprattutto ora che ha scoperto che la gente ride delle sue «stranezze». Tutti. L’unica che non ride, l’unica che la capisce, è Lucilla, la vicina anziana che la considera una figlia. Quando Lucilla si ammala gravemente, le affida un segreto: una lettera da consegnare a un uomo. A New York. Evelina ha paura. Così lontana non è mai stata. Ma dopotutto è una postina. E forse è arrivato il momento di dimostrare a tutti che lei, le lettere, le sa consegnare. Che lei non è poi così strana. Ancora non lo sa, ma spesso sono proprio i posti più lontani da dove abitiamo quelli in cui, all’improvviso, ci sentiamo a casa. E forse sarà dall’altra parte dell’oceano che la parola «strana» assumerà per Evelina un altro significato. Perché gli oggetti smetteranno di essere solo un rifugio e diventeranno una chiave per entrare nella vita degli altri, per riconoscere ferite, desideri, storie messe in un angolo come cianfrusaglie. Quanta strada può fare una donna che si è sempre creduta sbagliata, quando scopre che proprio la sua diversità è ciò che la rende insostituibile?
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L’ARTISTA di Lucy Steeds, Mondadori, 2026 – 348 pagine
Libro dell’anno e miglior debutto del 2025 per le librerie Waterstones.

In un’assolata giornata di giugno del 1920, il giovane giornalista inglese Joseph Adelaide arriva in una sonnolenta cittadina del Sud della Francia. La strada polverosa davanti a lui separa i campi di lavanda da un placido ruscello; in mano stringe l’invito del grande pittore Edouard Tartuffe, che da anni vive recluso tra le mura di un casale remoto. Per la prima volta dopo lungo tempo, Tartuffe sembra intenzionato a rilasciare un’intervista e ciò potrebbe dare una svolta alla carriera del giovane. L’impresa si rivela tutt’altro che semplice: per convincere lo scorbutico misantropo a concedergli ciò che vuole, Joseph dovrà addirittura piegarsi a posare per lui. Tra le mura di quella che inizialmente appare come una vera e propria natura morta, con tanto di fiori secchi e lenzuola ingiallite, si muove però una presenza luminosa: è Ettie, la nipote di Tartuffe. Giorno dopo giorno, la ragazza solerte e silenziosa cucina, pulisce, e soprattutto asseconda gli umori e le manie dello zio. È lei che permette al genio dell’artista di esprimersi senza fastidi. Ben presto Joseph si lascia ammaliare da quell’atmosfera insolita, dominata dall’arte, dal cibo e dal desiderio, cedendo infine al fascino di Ettie, che osserva ogni cosa restando ai margini della scena. Joseph intuisce che, proprio come lui, anche lei porta i segni di antiche ferite e tra i due nasce un’intimità sempre più forte. In quella casa, però, ognuno custodisce un segreto, a partire da Ettie che, protetta dalla penombra, ha coltivato per anni il suo. Nel corso di un’estate torrida e soffocante, tra la rivelazione di nuove idee e la scoperta di inedite passioni, tutti mostreranno la loro vera natura. Perché Ettie è finalmente pronta a uscire alla luce. Anche a costo di dare fuoco al mondo intero.
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VERSO CASA di Portia Elan, E/O, 2026 – 248 pagine
Tra perdita, desiderio e possibilità di ricominciare, Verso casa è un romanzo avventuroso e toccante sul potere delle storie, sulla comunità e su ciò che, contro ogni distanza, può ancora guidarci verso casa.

Primavera 1983. Becks sogna di lasciare Cincinnati: fuggire da una madre autoritaria, dai sentimenti che non osa nominare per la sua migliore amica, dal dolore per la morte dello zio. Ma quando scopre che quest’ultimo le ha lasciato un videogioco incompiuto, decide di portarlo a termine. Non sa che ciò che sta programmando le sopravviverà per centinaia di anni. Ultimi decenni del 2000. Tamar, una scienziata, scopre che le IA e i robot hanno forse da offrire molto di più di quello che tutti gli altri pensano, ma è sola in questa scoperta. XXVI secolo. Su una Terra sommersa dagli oceani, Yesiko, contrabbandiera e cercatrice di relitti, accetta un incarico che potrebbe salvarle la vita, o costarle tutto. Nello spazio profondo, l’astronauta California Solo infrange gli ordini per inseguire un mistero che attraversa tempo e galassie. A collegare queste storie è il videogioco di Becks: un filo invisibile che unisce quattro donne pioniere attraverso epoche lontanissime, immensi oceani e pianeti distanti e farà conoscere loro uno straordinario robot destinato a riunire questo equipaggio.
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PECORELLE SMARRITE di Madeline Cash, Gramma Feltrinelli, 2026 – 304 pagine
Arrivano i Flynn, una delle più irresistibili famiglie del nostro tempo di matrimoni aperti, amori virtuali e… pecorelle smarrite.

Nella città affacciata sull’Alabaster Harbor, lo scalo principale dell’intera costa occidentale, Bud e Catherine conducono la loro vita coniugale di coppia aperta. Bud ha un decente lavoro di contabile al porto che gli concede una perenne abbronzatura e uno stipendio sufficiente a mantenere la famiglia. Gli capita, però, spesso di ripensare allo strambo “accordo” che lo lega a sua moglie, allora si rifugia nel suo minivan ad ascoltare vecchie canzoni e a meditare sull’angoscia di vivere. Catherine, ex artista, non esita, invece, a concepire il loro matrimonio aperto come “una scappatoia morale, uno sfogo creativo nell’immensità della monogamia”. In realtà di creativo nel loro rapporto, secondo padre Andrew, il prete della chiesa locale che pure si professa progressista, c’è solo che possono liberamente infliggere dolore a sé stessi e alla loro prole. Bud e Catherine Flynn hanno, infatti, tre figlie, tre piccole pecorelle smarrite. Abigail, diciassettenne, è carina come la protagonista di una soap opera cristiana, ma, con grande preoccupazione di Catherine, riversa le sue attenzioni su un ventenne, soprannominato “Wes Crimini di Guerra”, affetto da una malattia autoimmune al colon. Louise, quindicenne, ha una relazione virtuale con ‘cordialisaluti’, un ragazzo canadese conosciuto in una chat room per figli di mezzo. Harper, dodicenne, è irrequieta, intelligente, studia lingue straniere e ritiene che il mondo non sia altro che una serie di codici risolvibili. Curiosando, non per malizia ma per noia, nelle mail di lavoro di suo padre, Harper scopre un giorno che alcuni carichi che transitano per il porto di Alabaster non sono completamente contabilizzati. Piccola Giovanna d’Arco, testarda nel suo rifiuto di accettare le cose così come sono, Harper trascina l’intera famiglia in una bizzarra e pericolosa avventura. Con il suo irresistibile humour e la sua impeccabile ironia, Madeline Cash offre un ritratto indimenticabile della vita sociale e familiare odierna, in cui le “Piccole donne” si sono trasformate in “Pecorelle smarrite”.
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CARA DEBBIE di Freida McFadden, Newton Compton Editori, 2026 – 288 pagine
Debbie ha passato anni a dare consigli perfetti. Ora è arrivato il momento di seguire il suo miglior consiglio: vendicarsi.

Debbie Mullen sta perdendo il controllo. Per anni ha dispensato i suoi migliori consigli nella rubrica “Cara Debbie”, dove le mogli del New England scrivono cercando aiuto e comprensione. Grazie al suo lavoro, Debbie ha ascoltato i racconti di innumerevoli donne ignorate, sminuite e persino maltrattate dai loro mariti. E ha sempre cercato di guidarle verso la strada giusta. Fino a che una lettera, misteriosa e inquietante, non le fa mettere tutto in discussione perché rischia di disseppellire un passato che deve rimanere dimenticato. D’un tratto, la sua vita tanto ordinaria sembra andare in frantumi: perde il lavoro, le figlie adolescenti iniziano a comportarsi in modo strano e scopre che il marito le nasconde dei segreti… o almeno così pare dall’app che gli ha installato sul telefono. Stavolta Debbie ha deciso che essere “quella più matura” non fa per lei. Ha smesso di essere ragionevole e pratica. È ora di passare dai consigli all’azione e di far pagare il conto a chi se lo merita davvero.
