Torrente Sangone, autunno di manutenzioni

Lavori per un parco forestale e un alveo più sicuro

Partiranno a ottobre i lavori di rinaturalizzazione delle sponde del Sangone nel territorio di Pasta. Si tratta della terza fase degli interventi sovracomunali finanziati con 235.000 euro da un bando di Regione Piemonte.

Interesseranno l’asta del torrente nei Comuni di Orbassano, Beinasco e Rivalta. Ad aggiudicarsi l’appalto la Teknostrade srls di Isernia.

Al momento sono state già completate nel territorio di Beinasco alcune opere selvicolturali che hanno ridotto le ceppaie e rimosso la vegetazione infestante. Verrà così ripristinato l’ecosistema di alcuni tratti del torrente e migliorata la sicurezza delle sponde.

L’obiettivo è aumentare la scabrezza dell’alveo, in modo da rallentare la velocità dell’acqua in caso di piena, ridurre l’artificialità delle sponde e rimboschire la piana inondabile.

L’intervento sul territorio di Rivalta interesserà 320 metri di fascia fluviale in sponda destra per una superficie di 23 mila metri quadri. Si tratta soprattutto di piantumazioni e messa a dimora di nuova vegetazione. Prevista l’eradicazione di 2160 metri quadri di specie invasive, sostituite con 140 piante forestali, soprattutto ciliegi, biancospini e salici arbustivi.

Verranno rinverditi 284 metri di pennelli in massi ciclopici presenti nell’alveo e ricreate nuove fasce di vegetazione da destinare alla fauna acquatica. Il cronoprogramma prevede di concludere i lavori antro al fine dell’inverno.

Non sarà l’unico intervento lungo l’asta del torrente

Sulla sponda sinistra 15 ettari di vegetazione diventeranno un parco forestale, in continuità ecologica con l’area di Bruino. Parte della superficie è già utilizzata come parco urbano, mentre la porzione più ampia è costituita da bosco dove sono presenti numerose specie invasive e situazioni di degrado e abbandono di rifiuti.

L’obiettivo è favorire l’evoluzione del bosco verso formazioni più ricche di specie autoctone e aumentare la biodiversità dell’area. Uno degli elementi caratterizzanti sarà il potenziamento dei prati fioriti, anche attraverso la riduzione delle superfici di prato sottoposte a sfalcio frequente. La presenza di specie da fiore contribuirà, tra l’altro, a favorire le popolazioni di insetti impollinatori.

Novità anche per l’organizzazione degli spazi. I percorsi saranno valorizzati e le aree saranno rese più riconoscibili attraverso recinzioni in legno, elementi in pietra e totem. Il progetto prevede una gestione di lungo periodo, attraverso un piano di gestione della durata di almeno 15 anni.

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