
Gennaio è il mese dei nuovi propositi e delle nuove possibilità, il mese perfetto per aggiornare la wishlist e aggiungere qualche novità ai libri da leggere.
In questo momento di rinnovo e opportunità, scegliere i libri che ci accompagneranno durante l’anno è indispensabile per partire al meglio e portare nuova luce in queste giornate invernali.
Passa in biblioteca e scopri cosa c’è di nuovo tra i nostri scaffali, lascia che i nostri consigli ti diano nuove prospettive!
BOTANICA DELLA MERAVIGLIA. COLTIVARE LO STUPORE ALLA FINE DEL MONDO di Maura Gangitano e Andrea Colamedici, HarperCollins, 2025 – 192 pagine
Un libro per scoprire che l’incertezza può trasformarsi in uno strumento prezioso, che la meraviglia non è morta e che nel mondo esistono tanti giardinieri pronti a coltivarla con insensata caparbietà e gioia.

C’è una domanda essenziale che ci assale quando tutto intorno crolla e il caos sembra dilagare: come possiamo andare avanti senza impazzire? Questo libro non è certo un manuale di sopravvivenza per i momenti di crisi con soluzioni definitive e istruzioni chiare, ma un’indagine sullo spirito umano che ci aiuterà a scoprire le pratiche di resistenza culturale che continuano a sbocciare e crescere tra le crepe dell’apocalisse e che ci stupiscono proprio per questo. Andrea Colamedici e Maura Gancitano ci accompagnano in un viaggio filosofico e critico che documenta i “fiori” che nascono nei posti più improbabili: dal corpo che custodisce dissolvendosi alla gioia che non spera, passando per la lettura silenziosa che genera comunità e le maschere che rivelano invece di occultare. Pur sapendo che l’habitat è ormai compromesso e che molte di queste forme di vita culturale sono già in via d’estinzione, gli autori hanno compilato un prezioso erbario, frutto di anni di studio e di pratica del fatto che la meraviglia è in grado di germogliare dove non dovrebbe – negli interstizi tra stupore e spavento – e che è capace di prendere forme ostinate e contrarie. A conferma che l’umano, nonostante tutto, continua a generare bellezza e senso anche quando sa che è tutto inutile.
Prenotalo dal catalogo: https://www.bi-to.it/
MANGA STORIES di Haruki Murakami, Einaudi, 2025 – 152 pagine
Quattro racconti sospesi tra sogno e realtà: solitudini, incubi e rivelazioni prendono forma in immagini che restituiscono tutta la magia inquieta dell’universo di Murakami.

Quattro racconti di Murakami diventano manga: solitudini impalpabili, incontri onirici e misteri del quotidiano si intrecciano in uno straordinario viaggio per immagini sospeso tra sogno e realtà. Quattro racconti, tutti giocati sullo stretto crinale che separa sogno e realtà. In filigrana, vite ordinarie che all’improvviso prendono svolte inaspettate, la visione fugace di un mondo diverso, popolato da fantasmi, angosce e paure, il mondo fantastico che si nasconde nel sottosuolo dell’esistenza quotidiana. Jean-Christophe Deveney e PMGL riescono nella miracolosa impresa di creare il distillato perfetto dell’universo di Murakami Haruki, guidandoci in un viaggio illustrato attraverso i temi e le atmosfere che hanno fatto dello scrittore giapponese uno dei più grandi maestri della letteratura contemporanea.
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LE OMBRE DEL MONDO di Michel Bussi, E/O, 2025 – 592 pagine
Bussi mette al servizio dell’indagine storica la sua straordinaria capacità narrativa scavando nella memoria e nelle colpe del coinvolgimento francese nel genocidio del Rwanda. Un affresco storico all’incrocio di tre generazioni sulla trasmissione della memoria, i cui rimbalzi sono potenti rivelatori dell’esperienza della violenza.

Natale 2024. Jorik, un ex-militare francese, sua figlia Aline e la nipotina Maé partono per un meraviglioso viaggio alla scoperta dei gorilla nelle montagne del Rwanda. Per Maé è il sogno fin da bambina; per Aline, un ritorno alle origini; per Jorik un tuffo vertiginoso nei meandri di un passato tenebroso. Nel 1990, inviato in Rwanda dallo Stato francese, Jorik aveva conosciuto Esperance, una brillante insegnante. Ma il 6 aprile 1994, un aereo che trasportava il presidente rwandese si era schiantato al suolo, dando il via al caos e al genocidio dei Tutsi. Esperance, costretta a fuggire assieme alla piccola figlia Aline, riporta tutto, la fuga, i massacri, le responsabilità, in un diario dove raccoglie denunce precise contro le autorità di Francia e Rwanda. Molti degli accusati sono pronti a tutto per far sparire quella testimonianza. Anni dopo, il viaggio di Jorik, Aline e Maé, fa rivivere un passato tenebroso, risvegliando i fantasmi di un genocidio che la Francia, ma anche il resto del mondo, fatica a riconoscere.
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EDIMBURGO di Alexander Chee, NN Editore, 2025 – 272 pagine
Edimburgo è un romanzo sul peso e il potere del silenzio, e sul riscatto della parola. Con una scrittura lirica e struggente, Alexander Chee trasforma la tragedia in un canto e ci mostra che la risposta all’assedio del dolore si nasconde nella grazia e nella forza del perdono.

Fee è un dodicenne americano cresciuto nel Maine, che da sempre ondeggia tra l’attrazione per le sue radici coreane, fatte di miti, saggezza e animali fantastici, e il desiderio di integrarsi. Quando entra nel coro maschile locale, crede di aver trovato finalmente il suo posto nel mondo ma, durante un ritiro, scopre che il direttore del coro rivolge le sue perverse attenzioni su alcuni ragazzi. Fee non parla: la voce che ha appena imparato a usare si spegne. Inchiodato dalla vergogna, tace anche quando l’uomo si interessa a Peter, l’adorato amico del cuore. Il silenzio diventa colpa, e la colpa un marchio che lo isola da tutto, e lo accompagna anche dopo l’arresto del direttore, perché le conseguenze di ciò che è accaduto si rivelano atroci. Anni dopo Fee insegna in una scuola privata, ha costruito una vita quieta con un compagno che ama. Ma il passato torna a cercarlo quando incontra Warden, un allievo che somiglia in modo inquietante all’amico Peter e che, con uno sguardo solo, riapre tutte le ferite del passato.
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CON PAROLE PRECISE. MANUALE DI AUTODIFESA CIVILE di Gianrico Carofiglio, Feltrinelli, 2025 – 176 pagine
Le parole non sono mai neutre. Saper distinguere quelle che mistificano da quelle che illuminano significa difendere lo spazio comune della verità e della democrazia.

Le parole possono chiarire o confondere, costruire realtà condivise o generare illusioni tossiche. Occuparsi del linguaggio e della sua qualità non è dunque un lusso da intellettuali o una questione da accademici. È un dovere cruciale dell’etica pubblica. In questo libro Gianrico Carofiglio ci guida dentro l’officina della comunicazione politica e civile, mostrando come slogan, metafore e cornici linguistiche possano diventare strumenti di manipolazione o, al contrario, di liberazione. Partendo da esempi concreti – dai comizi di Trump alle retoriche dell’odio, dalle tecniche della propaganda alle parole oscure del diritto – Carofiglio insegna a riconoscere le trappole del linguaggio e a disinnescarle con chiarezza, rigore e immaginazione. Questa nuova edizione, aggiornata e ampliata, si presenta come un vero e proprio manuale di autodifesa civile: un invito a esercitare il pensiero critico, a scegliere le parole giuste, a non cadere nell’ipnosi della lingua manipolata. Perché la qualità del discorso pubblico è la qualità della nostra democrazia.
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ESTRANEA di Yael Van Der Wouden, Garzanti, 2025 – 272 pagine
Ci sono romanzi che ci sfidano a cambiare prospettiva. Storie che parlano di ossessioni, scelte, superamento delle proprie convinzioni. Di segreti svelati e di come non sempre la nostra verità coincida con quella degli altri. L’estranea è uno di questi.

Solo in casa Isabel si sente protetta. Lì, da bimba, ha potuto giocare felice, al riparo dai bombardamenti. Ancora oggi, vent’anni dopo, quei muri la difendono. Saldi e immobili, come lei. Per questo tutto deve essere in ordine: le posate allineate, le stoviglie lucidate, il giardino senza erbacce. Un mattino, però, Isabel trova la scheggia di un piatto di porcellana. La prima incrinatura in un mondo perfetto, a cui ne segue presto una seconda, ben più grave. Quel giorno, si presenta sulla soglia di casa Eva, la nuova fidanzata del fratello, che Isabel è costretta a ospitare per qualche tempo. Eva è l’estranea. Ha i capelli ossigenati tagliati troppo alla moda, un rossetto rosso troppo audace. Soprattutto, è troppo piena di vita e di entusiasmo, che riversa nelle stanze in cui echeggiano passi di danza e risate. Nulla è più immobile come prima. Eva ruba il silenzio – o, forse, lo sta dissipando. Mentre fuori la primavera tarda a mostrarsi, Isabel sente sciogliersi un nodo nel petto. Non solo. Sente anche una pulsione, una gravità ineluttabile, che la spinge, suo malgrado, verso Eva. Eppure, qualcosa le dice di rimanere vigile. Perché Eva fa molte domande. Forse la sua non è solo curiosità. Forse c’è un segreto in quelle mura, un segreto che non appartiene a Isabel. Appartiene alla casa stessa, a pareti che non sono permeate di silenzio bensì di grida disperate e mai sopite.
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LE PAROLE DELLA PIOGGIA di Laura Imai Messina, Einaudi, 2025 – 144 pagine
A Tokyo, nei giorni di pioggia, all’uscita della stazione c’è una donna in attesa con l’ombrello già aperto, pronta a camminare accanto agli sconosciuti. Laura Imai Messina ha costruito un coro di voci femminili che custodiscono memoria, proteggono ciò che scivola via. Una fiaba metropolitana che affonda le radici nel cuore delle leggende giapponesi, e proprio da quella materia antica trae la forma in attesa di qualcosa di nuovo.

Le donne-ombrello sono studentesse universitarie, casalinghe, disoccupate annoiate, ricche vedove, donne senza alternative, persone con un futuro strabiliante. «Sono nata in un giorno di pioggia»: solo dopo aver pronunciato questa frase impugnano l’immenso ombrello che hanno scelto, allungano un piede in strada e prendono a camminare accanto ai clienti, accompagnandoli dovunque vogliano – Tokyo nell’acqua è magnifica, migliaia di città in una sola – e soprattutto ascoltando le loro storie. Le conversazioni che si tengono sotto l’ombrello restano segrete. Si parla, si tace, si inciampa, ci si dimentica del mondo fuori. Perché nel racconto che ne fanno, le donne sono tutte d’accordo almeno su un punto: il tempo sotto l’ombrello trascorre in modo diverso. Tra loro, solo Aya pare nata per questo. È una donna-ombrello da molto prima di iniziare questo lavoro. Tutto in lei evoca giugno – la stagione delle piogge –, l’estate le cammina addosso. Aya porta sempre con sé una copia consumata del Dizionario delle parole della pioggia: la pioggia dell’inquietudine, fatta di grani minuti e senza fine, la pioggia profumata, quella che stacca i fiori di ciliegio dai rami, la pioggia sottile come il pelo di un gatto, la pioggia gelida d’inverno, e quella che passa velocemente, e quella che cade sui fiumi, e centinaia ancora. Ma più della pioggia Aya aspetta Toru, un giovane pugile che si allena a correre in salita e discesa lungo la via più ripida della città. Lei si siede in cima e lo aspetta, pure se lui non vincerà mai. Perché nella vita serve anche chi perde, chi accetta di cadere, e da terra riesce a guardare il mondo da una nuova angolazione.
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TWIST di Colum McCann, Feltrinelli, 2025 – 256 pagine
Dall’autore dei bestseller Lascia che il mondo giri e Apeirogon. Teso e propulsivo come un thriller, Twist esplora la comunicazione moderna e il tema della riparazione, intrecciando tecnologia e introspezione personale.

Anthony Fennell, giornalista irlandese, è sulle tracce di una storia sepolta in fondo al mare: i cavi sottomarini che trasportano le informazioni mondiali – parole, immagini, transazioni, meme, voci, virus che viaggiano veloci attraverso minuscoli tubi in fibra ottica posati sul fondale oceanico. E cosa succede quando questi cavi si spezzano? Così si reca a Città del Capo per imbarcarsi sulla Georges Lecointe, una nave per la riparazione di cavi capitanata dal capo missione John Conway. Conway è un ingegnere di talento e un apneista intrepido, e Fennell rimane subito affascinato da quest’uomo misterioso e inquietante e dalla sua bellissima compagna, Zanele. Mentre la nave naviga lungo la costa occidentale dell’Africa, Fennell impara i ritmi della vita in mare e trova il suo posto tra il gruppo di giramondo che compongono l’equipaggio. Ma la missione vacilla, le tensioni aumentano e Conway entra in crisi. Una terribile e violenta tragedia si sta consumando nell’esistenza che si è lasciato alle spalle, sulla terraferma. Ma lui è ancora intrappolato su quella nave, su quell’infinito specchio d’acqua. Le distanze, reali e metaforiche, portano a confrontarsi con il dolore della perdita e con domande fondamentali sull’esistenza. Poi Conway scompare e Fennell deve partire per trovarlo.
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LA LUCE DEGLI INCENDI DI DICEMBRE di Matteo Bussola, Einaudi, 2025 – 144 pagine
«Sorseggiarono il caffè, l’uno davanti all’altra, fra le macerie della vita passata di lui e i frammenti di quella presente di lei, agitati da una dolce eccitazione per quel supplemento di vita cui sentivano di avere diritto, da una feroce nostalgia per una vita che non c’era mai stata». Questa è la storia vera di un amore possibile. O forse è la storia possibile di un amore vero.

Margherita e Marcello si conoscono su un treno. Lei sta scappando dalla sua famiglia, lui vi sta facendo ritorno. Seduti l’una di fronte all’altro, su un vagone affollato, tra bambini che giocano e anziani che hanno voglia di chiacchierare, i due si prendono le misure. All’inizio sono cauti; poi, quasi senza accorgersene, si ritrovano a confidarsi. Parlano di rapporti di coppia, di figli, di sogni e fragilità, di promesse mantenute oppure dimenticate. Come in un film d’autore, nell’intimità di un’inquadratura fissa, Matteo Bussola mette in scena un dialogo a cuore aperto tra una donna che ha uno sguardo schietto e disilluso e un uomo che non smette di credere negli altri. Due persone dalle esistenze apparentemente ordinarie, familiari al punto che ci sembrano le nostre. E che, nella realtà parallela del viaggio, scoprono una parte inedita, inconfessabile, di sé. Un incendio fuori stagione che forse neppure il destino riuscirà a spegnere.
