Il plastico torna a casa

Il plastico in gesso della Provincia di Torino è tornato a casa. Dopo più di dieci anni la riproduzione in scala della Pianura Padana e della corona delle Alpi di proprietà del Comune di Rivalta è stata restituita alla cittadinanza, interamente restaurata grazie all’intervento del Lions Club di Orbassano.

Il rilievo plastigrafico, delle dimensioni 2 metri per 1 metro e 60, è stato realizzato nei primi anni del Novecento dal Cavalier Domenico Locchi ed è stato donato alla Città di Rivalta dal Grand’Ufficiale e avvocato Ferdinando Bocca, che fu podestà dal 1930 al 1934. Il plastico era esposto nella sala del Consiglio del vecchio municipio in piazza Martiri e, in seguito, nell’anticamera della sala consiliare del nuovo palazzo civico. Aveva lasciato Rivalta all’inizio degli anni Duemila, per sostenere la candidatura olimpica di Torino 2006.

Così spiega il sindaco di Rivalta Nicola de Ruggiero durante la cerimonia di riconsegna: «è tornata a splendere un piccola grande opera d’arte. Ed è tornata in gran forma grazie al prezioso intervento di restauro a cura del Lions Club di Orbassano. L’avevamo prestata alla Provincia di Torino perché facesse bella mostra di sé nella presentazione della candidatura di Torino e delle sue Alpi alle Olimpiadi invernali del 2006. Un motivo di orgoglio per la nostra città aver offerto questo contributo alla scommessa olimpica.  Ora è qui all’ingresso della casa comunale: sono certo attirerà l’attenzione e l’ammirazione di tanti cittadini e credo che anche i ragazzi delle scuole saranno incuriositi e vorranno vederlo».

«Come Club abbiamo deciso di finanziare quest’opera perché non appartiene solo al Comune di Rivalta, ma a tutte le comunità che risiedono nell’arco alpino e nelle pianure sottostanti alle Alpi Cozie, che così ben sono raffigurate nei rilievi del plastico» hanno detto durante il taglio del nastro Sergio Beretta e Renzo Miscioscia, rispettivamente presidente e past president del Lions Club di Orbassano. «Finanziare la rinascita di quest’opera realizzata nel secolo scorso significa anche riproporre alla collettività un elemento artistico denso di significato storico che richiama alla memoria il tempo passato».

Dimenticato per qualche anno nei magazzini, è stato tolto dalla polvere grazie alla buona memoria dell’architetto rivaltese Valter Martino e della dottoressa Bianca Rosa che hanno reso possibile il suo recupero. La Giunta, con una delibera dell’aprile scorso, lo ha poi affidato alle cure delle restauratrici Magda Canalis ed Elisabetta Gatti che, grazie al finanziamento stanziato dal Lions Club di Orbassano, hanno ricostruito le parti mancanti e ripulito le superfici dallo sporco e dai segni dell’usura dovuti allo scorrere del tempo e all’incuria.

Il plastico di Rivalta è una preziosa testimonianza di un’arte ormai antica, caratteristica del patrimonio culturale italiano. Fu infatti l’Ufficio Geologico d’Italia, costituito da Quintino Sella e Felice Giordano nel 1869, a promuovere la realizzazione di opere simili a quella conservata nel municipio rivaltese. Rappresentazioni in scala e tridimensionali del territorio italiano che per decenni sono state strumenti didattici che hanno accompagnato l’insegnamento e la conoscenza delle materie scientifiche e geografiche, dentro e fuori le scuole.

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